Giurisprudenza

Silenzio inadempimento su 42 -bis - MASSIMATA - TAR Lazio, 28 marzo 2019

Mercoledì, 03 Aprile 2019

Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, (Sezione Seconda Bis), sentenza n. 4172 del 18 marzo 2019, sul silenzio inadempimento istanza 42 –bis 
 
MASSIMA 
 
Fermo restando il carattere discrezionale della valutazione rimessa alla Amministrazione sulla possibilità di procedere ex art. 42 bis, non v'è dubbio che l'esercizio di tale potestà non possa protrarsi indefinitamente nel tempo, altrimenti l'inerzia dell'Amministrazione si tradurrebbe in un illecito permanente. Seppure, quindi, l'art. 42 bis non contempli un avvio del procedimento ad istanza di parte, deve ritenersi che il privato possa sollecitare l'Amministrazione ad avviare il relativo procedimento e che l'Amministrazione abbia l'obbligo di provvedere al riguardo, essendo l'eventuale inerzia dell'Amministrazione configurabile quale silenzio-inadempimento impugnabile di fronte al giudice amministrativo” (cfr. Cons. St. Sez. IV, 15.09.2014 n. 4696).
 
Per la P.A. l'obbligo giuridico di provvedere, positivizzato in via generale dall'art. 2 della legge n. 241/1990, sia rinvenibile anche al di là di un'espressa disposizione normativa che tipizzi il potere del privato di presentare un'istanza e, perciò, anche in tutte quelle fattispecie particolari nelle quali ragioni di giustizia e di equità impongano l'adozione di un provvedimento ovvero tutte quelle volte in cui, in relazione al dovere di correttezza e di buona amministrazione della parte pubblica, sorga per il privato una legittima aspettativa a conoscere il contenuto e le ragioni delle determinazioni (qualunque esse siano) dell'Amministrazione.
 
SENTENZA 
 
 
N. 04172/2019 REG.PROV.COLL.
N. 13411/2018 REG.RIC.
 
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Seconda Bis)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 13411 del 2018, proposto da 
OMISSIS rappresentati e difesi dall'avvocato Francesco Cristiani, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia; 
contro
Comune di Zagarolo non costituito in giudizio; 
per la dichiarazione di illegittimità
-del silenzio illegittimamente serbato dal Comune di Zagarolo sull'istanza del 14 settembre 2018, assunta al protocollo dell'ente al n.29311, del 17 settembre 2018, mediante la quale i ricorrenti hanno chiesto che «il Comune di Zagarolo, in persona del Sindaco pro tempore, voglia determinarsi, ai sensi dell'art.42-bis del D.p.r. n.327 del 2001 in ordine all'eventuale emissione del provvedimento di acquisizione c.d. sanante delle aree di proprietà degli istanti, sopra meglio individuate, tuttora illegittimamente occupate e trasformate e voglia, altresì, procedere alla liquidazione in loro favore delle indennità e del risarcimento del danno previsti dalla legge»;
-di ogni altro atto presupposto e consequenziale o comunque connesso con quello in oggetto indicato, ancorché non cognito;
nonché per l’accertamento
dell'obbligo di provvedere positivamente in relazione alla suddetta istanza, mediante l'adozione di un provvedimento formale.
 
 
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 30 gennaio 2019 la dott.ssa Ofelia Fratamico e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
 
 
Rilevato che
- con il ricorso in epigrafe i signori OMISSIS hanno agito dinanzi al Tribunale per la declaratoria dell’illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Zagarolo sulla loro istanza del 14.09.2018, rivolta all’Amministrazione Comunale, di “determinarsi ai sensi dell’art. 42 bis del DPR n. 327/2001 in ordine all’eventuale emissione del provvedimento di acquisizione c.d. sanante delle aree di (loro) proprietà … illegittimamente occupate e trasformate e (di)… procedere alla liquidazione in loro favore delle indennità e del risarcimento del danno previsti dalla legge”;
- a sostegno della loro domanda i ricorrenti hanno dedotto che, sui suoli di loro proprietà, era stata disposta, con DGC n. 686 del 5.12.1996, l’occupazione d’urgenza per la realizzazione di una piazza in località Colle Gentile, ma che la procedura di espropriazione non si era mai proficuamente conclusa con l’emissione di un valido decreto di esproprio, con conseguente persistente illegittimità della perdurante occupazione;
- il Comune di Zagarolo non si è costituito in giudizio, nonostante la ritualità della notifica;
- alla camera di consiglio del 30.01.2019 la causa è stata, quindi, trattenuta in decisione;
Ritenuto che
- il ricorso contro il silenzio-inadempimento sia fondato e debba essere accolto, essendo l’istanza dei ricorrenti rimasta, allo stato, priva di riscontro ed avendo i signori OMISSIS dato prova della sussistenza degli elementi di fatto per ritenere sussistente l’obbligo del Comune di pronunciarsi sulla loro istanza e, segnatamente, della risalente attivazione di un procedimento ablatorio avente ad oggetto i suoli di proprietà meglio indicati nell’istanza, della scadenza del termine di legittima occupazione, della carenza di un formale provvedimento di esproprio o di restituzione dei suoli alla detta scadenza;
Considerato, infatti, che
- come evidenziato dalla costante giurisprudenza amministrativa, “fermo restando … il carattere discrezionale della valutazione rimessa alla Amministrazione sulla possibilità di procedere ex art. 42 bis, non v'è dubbio che l'esercizio di tale potestà non possa protrarsi indefinitamente nel tempo, altrimenti l'inerzia dell'Amministrazione si tradurrebbe in un illecito permanente. Seppure, quindi, l'art. 42 bis non contempli un avvio del procedimento ad istanza di parte, deve ritenersi che il privato possa sollecitare l'Amministrazione ad avviare il relativo procedimento e che l'Amministrazione abbia l'obbligo di provvedere al riguardo, essendo l'eventuale inerzia dell'Amministrazione configurabile quale silenzio-inadempimento impugnabile di fronte al giudice amministrativo” (cfr. Cons. St. Sez. IV, 15.09.2014 n. 4696);
Ritenuto che
- per la P.A. l'obbligo giuridico di provvedere, positivizzato in via generale dall'art. 2 della legge n. 241/1990, sia rinvenibile anche al di là di un'espressa disposizione normativa che tipizzi il potere del privato di presentare un'istanza e, perciò, anche in tutte quelle fattispecie particolari nelle quali ragioni di giustizia e di equità impongano l'adozione di un provvedimento ovvero tutte quelle volte in cui, in relazione al dovere di correttezza e di buona amministrazione della parte pubblica, sorga per il privato una legittima aspettativa a conoscere il contenuto e le ragioni delle determinazioni (qualunque esse siano) dell'Amministrazione;
- nel caso di specie, i ricorrenti siano, come anticipato, titolari di una situazione soggettiva protetta e, anche a fronte del notevole lasso di tempo intercorso, abbiano senz'altro una legittima aspettativa a conoscere il contenuto e le ragioni delle determinazioni dell'Amministrazione riguardanti la loro proprietà;
- di conseguenza, sussista l’obbligo del Comune di determinarsi giusta l’istanza ad esso rivolta, onde adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, per l’effetto disponendo l’acquisizione coattiva dei suoli appresi e illegittimamente tuttora nella sua disponibilità, alla stregua di quanto previsto nell’art. 42 bis del TUE, ovvero la dismissione degli stessi, con la restituzione agli aventi diritto, previa riduzione in pristino, con le conseguenti misure indennitarie e/o risarcitorie;
- a tale determinazione il Comune dovrà procedere nel termine di giorni 60 dalla comunicazione e/o notifica della presente Sentenza, con avvertenza che, in caso di inottemperanza, su richiesta della ricorrente, si procederà alla nomina di un Commissario ad acta che procederà in luogo dell’Amministrazione inadempiente e con spese a suo carico;
- le spese del presente giudizio debbano essere regolate secondo la regola della soccombenza nella misura indicata in dispositivo;
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Bis),
definitivamente pronunciando,
- accoglie il ricorso e, per l’effetto, ordina al Comune di Zagarolo di pronunciarsi espressamente sull’istanza in epigrafe nei sensi di cui in motivazione nel termine di giorni 60 dalla comunicazione e /o notifica della presente Sentenza;
- condanna il Comune di Zagarolo al pagamento in favore dei ricorrenti delle spese del presente giudizio, che si liquidano in complessivi euro 2000,00 oltre accessori di legge e rifusione del contributo unificato.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità Amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 30 gennaio 2019 con l'intervento dei magistrati:
Elena Stanizzi, Presidente
Silvio Lomazzi, Consigliere
Ofelia Fratamico, Consigliere, Estensore
 
 
L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
Ofelia Fratamico Elena Stanizzi
 
 
 
 
 
IL SEGRETARIO
 

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